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SUL REFERENDUM DEL 21 GIUGNO 2009

                                                

 

Il fallimento del referendum non può essere archiviato come fatto stagionale. La Democrazia Cristiana ritiene che si sia esaurita la spinta di Mario Segni a modificare, e sempre in peggio, il nostro sistema elettorale e che il modesto oltre 20 % di votanti, ha posto il problema del superamento dell’attuale legge che consegna ad una ristretta oligarchia la composizione del Parlamento, non sottoposta al vaglio del voto di preferenza. La Democrazia Cristiana mantiene ferma la propria scelta storica per il proporzionale che alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, rimane lo strumento più forte ed idoneo di rappresentanza popolare e dell’autonomia costituzionale degli eletti.

 E’ tempo di smettere di inseguire sogni bipolari e bipartitici e di ricercare una legge elettorale che ridia dignità e credibilità al Parlamento e maggiore fiducia ai cittadini nelle Istituzioni nell’integrale rispetto dei loro diritti di scelta e di indirizzo.

 

                                                                               Alessandro Moretti

Responsabile Nazionale Rapporti Istituzionali

 

ELEZIONI E REFERENDUM. ARTICOLO DELL'ON. GRIPPO

                                          

La lettura  dei risultati elettorali sia per l’elezione dei rappresentanti dell’Italia nel Parlamento europeo sia per quanto riguarda i rinnovi  dei consigli provinciali  con particolare riferimento alla nostra Regione  ci spinge a fare alcune riflessioni ed a trarre alcune considerazioni.

Sul piano nazionale, ovviamente analizzando  il risultato europeo, il dato più significativo è quello relativo all’astensionismo, con una diminuzione dei votanti rispetto alle elezioni politiche del 2008 del 16 % e rispetto alle precedenti europee del 2004 del  7 %.

È pur vero che la nostra percentuale di votanti è la più alta in Europa, ma è segno di grande sfiducia.

Dai risultati evinciamo che : la Lega sfiora il primato nel Veneto e supera il 10 % a livello nazionale; così come Di Pietro, con il suo esasperante giustizialismo, consolida la sua posizione a discapito del P.D. che perde 7 punti rispetto alle politiche di un anno fa.

Altro dato significativo è il crollo dei partiti socialisti  in tutta Europa, in Francia ed in Gran Bretagna  in  particolar modo nella Spagna di Zapatero.

Lo stesso  P.D.L.  è venuto meno  alle previsioni della vigilia.

Alla luce di questi risultati si pone un forte interrogativo : il 21 giugno bisogna partecipare per raggiungere il fatidico 50%  degli elettori,  facendo prevalere il quesito referendario  sulla scelta bipartitica  soffocando così tutte le forze politiche minori o tentare di percorrere  la strada di una alleanza in grado di costruire  una nuova  coalizione alternativa alla coalizione P.D.L. – Lega?

La proposta Segni – Guzzetta  è stata paragonata alla famigerata legge Acerbo  che assicurò a Mussolini lo strapotere per vent’anni  in Italia.

Difatti, detta proposta  assegna la maggioranza dei seggi in Parlamento alla lista e non alla coalizione che prende più voti. Da qui l’opposizione  della Lega, di Di Pietro e di Casini.

Questa iniziativa referendaria  non appartiene certo a Berlusconi  ma a Segni e Guzzetta,  tanto è vero  che se avesse avuto, come i suoi avversari  a volte indicano, mire autoritarie, avrebbe proposto  l’accorpamento delle elezioni europee e referendarie nella medesima data; invece il Cavaliere ha inteso  salvaguardare  il valore della coalizione  P.D.L.-Lega,  trovando una intesa ragionevole  su maggiori  poteri  da conferire al presidente del Consiglio,  così  come avviene in Germania.

In Campania si è registrato una netta inversione di tendenza da parte dell’elettorato. Le  province di Napoli, Salerno ed Avellino, saldamente governate per cinque anni con maggioranza assoluta dal centro sinistra,  hanno ceduto al centro destra con risultati che si commentano da soli.

Il clamoroso risultato  di Cesaro a Napoli è l’insieme di una insoddisfazione  generale  non solo per la gestione fallimentare di Di Palma  alla provincia, ma anche per la manifesta incapacità di Bassolino e della Jervolino nell’affrontare  e portare a soluzione  i tanti problemi  che investono la società: da quelli della sicurezza  a quelli dello sviluppo e quindi  dell’occupazione. Basti  rilevare il dato complessivo  del crollo del P.D. dalle politiche del 2008 alle europee del 2009, con una perdita del 33,4% dei consensi. Se poi rapportiamo il voto delle provinciali sempre rispetto alle politiche  del 2008  il crollo è ancora più netto.

Del resto basterebbe soffermarsi sul recente rapporto SVIMEZ  per rendersi conto  della fallimentare  gestione di Bassolino  e compagni. In esso l’arretramento della regione Campania è più del doppio  della media del Mezzogiorno.

Difatti, se la media del calo del PIL nel Sud è del -1,1%, in Campania è del -2,8% .

Rifiuti, crisi dell’apparato produttivo  (Fiat di Pomigliano, Cantieri navali di Castellammare di Stabia, Aitech, etc. piccole e medie imprese), assenza di un piano strategico di sviluppo, crisi del sistema sanitario al limite del collasso, sono i capitoli del fallimento.

In altri tempi in cui la sensibilità democratica degli eletti aveva la prevalenza sulla gestione del potere non si esitava un solo istante a rassegnare le dimissioni e ricorrere alla verifica del consenso elettorale.

                                                                                            

PRECISAZIONE DELL'UFFICIO STAMPA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

COMUNICATO STAMPA

In merito a notizie e dichiarazioni diffuse nelle ultime ore circa l'eventuale appoggio della Democrazia Cristiana al sindaco Emiliano, il sottoscritto in qualità di Commissario regionale della Democrazia Cristiana, nel ribadire la ferrea alleanza con il Popolo della Libertà e di conseguenza l'incondizionato appoggio al candidato Sindaco di Bari On. Simeone di Cagno Abbrescia, comunica che:
- il Sig. Francesco  Albore  con provvedimento immediato viene revocato dall'incarico di Commissario provinciale della Democrazia Cristiana ,così come vengono       
  revocate  tutte le nomine commissariali fatte in provincia di Bari a firma del Sig. Albore;
- Commissario provinciale per Bari viene nominato il Sig  Aldo Di Battista;
-Il presente comunicato viene stilato  perchè condiviso da tutti i candidati della Democrazia Cristiana che credono nei veri VALORI della POLITICA e non negli affari della stessa.  
 
 
          IL COMMISSARIO REGIONALE DELLA DC
             On Francesco CASILLO

http://www.simeonesindaco.it/web/

 

 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009

                              

COMMENTO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA AI RISULTATI ELETTORALI

 

                                              

 

 


La Democrazia Cristiana esprime la propria soddisfazione per il risultato delle ultime elezioni amministrative che hanno visto il Partito presente in gran parte del territorio italiano. Un ringraziamento a tutte le elettrici ed a tutti gli elettori che ci hanno sostenuto con il loro voto.

In modo particolare agli amici della provincia di Savona (3,05%), a quelli di Brindisi (2,39%), agli oltre 22.000 voti della provincia di Napoli ed agli oltre 11.000 voti in quella di Salerno.

Nella tornata comunale si va dal 10,56% di Chiari con due Consiglieri eletti, all’8,15% del Comune di Caltanissetta al 7,45% con due Consiglieri a Sarno, al 5,32% e due Consiglieri a Gravina,al 5,09% di Mariano Comense, ai tre Consiglieri eletti a Bovisio Masciago, al 3,80 di Francavilla, al 3,40 con un Consigliere a Ostuni, ad un Consigliere eletto a Vietri, al 2,95% con un Consigliere a Nola, al 2,42% di Cologno Monzese, al 2,29% di Guidonia Montecelio ed al 2,27% di Cisterna di Latina. Inoltre vanno annotati il 5,53% e due Consiglieri a San Severo, il 6,59% e due Consiglieri a Lucera ed il 2,33% a Bari.

“ Dopo 17 anni il simbolo storico è tornato nelle urne – ha dichiarato il Segretario Nazionale Giuseppe Pizza – con non poca soddisfazione per i risultati ottenuti. Ora partirà la fase di riorganizzazione territoriale e ci aspettiamo un buon risultato dalla campagna di tesseramento. “

 

 

 

LETTERA DEL SEGRETARIO POLITICO GIUSEPPE PIZZA AI DIRIGENTI REGIONALI E PROVINCIALI

                                      

 

Ai Segretari e/o Commissari Regionali

Ai Segreteri e/o Commissari Provinciali

 

LORO SEDI

 

 Roma 01 maggio 2009

 

 

Cari amici,

 

        in esecuzione delle deliberazioni assunte sia dal Consiglio, che dalla Direzione Nazionale e dall’Ufficio Politico, rammento che in occasione delle elezioni amministrative del 6/7 giugno 2009 il Partito si presenterà, ovunque, in appoggio alla coalizione di centro-destra e del Popolo della Libertà.

 

        Non è consentito, con nessuna deroga, qualsivoglia apparentamento con la coalizione di sinistra.

 

        In detto caso, ove accadesse, la Direzione Nazionale prenderà i dovuti provvedimenti statutari a carico degli eventuali responsabili.

 

        Vi saluto cordialmente.

 

 

 

                                                               Giuseppe Pizza

                                                           Segretario Politico D.C.

 

COMUNICATO DELL'UFFICIO POLITICO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

L’Ufficio Politico della Democrazia Cristiana, riunito sotto la presidenza del Segretario Politico Giuseppe Pizza, in data 25 marzo 2009 alle ore 17.00 presso la sede storica di Piazza del Gesù ha emesso il seguente comunicato.

 

La Corte di Appello in data 23 marzo 2009, ha emesso la sentenza n. 1305/2009.

In particolare il dispositivo, dopo ave precisato che “il Partito della Democrazia Cristiana è correttamente rappresentato in giudizio dal segretario amm.vo dr. Armando Lizzi, e dopo aver estromesso tutti gli intervenienti compreso il PPI:

-       ha accolto parzialmente l’appello del CDU - nella parte in cui la sentenza di primo grado (cd. Sentenza Manzo) inibiva allo stesso l’uso del simbolo.

-       ha accolto parzialmente l’appello della DC contro l’UDC per la parte relativa ai danni, in quanto l’UDC ha ricevuto il simbolo dal CDU.

 

 

La sentenza, in particolare, ha rilevato che:

- il CDU è stato costituito nel 1995 e non può quindi considerarsi erede della DC.

Non essendo erede della DC il CDU, non può essere considerato erede della DC nemmeno l’UDC che non può inibire alla DC l’uso del simbolo. Di converso la DC non può inibire l’uso del simbolo all’UDC.

 

Pertanto nei prossimi appuntamenti elettorali la Democrazia Cristiana potrà, legittimamente, presentarsi con il proprio nome e con il proprio simbolo storico.

 

ROMA 13 GIUGNO 2008

                                                                                                                                         

 

INCONTRO TRA IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ED IL SOTTOSEGRETARIO ALL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA E SEGRETARIO POLITICO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA GIUSEPPE PIZZA

ROMA 13 GIUGNO 2008

SOLO SE UNITI SAREMO FORTI (ALCIDE DE GASPERI)

Sent. N. 19381/2006, Cron. N. 6336/2006, Rep. 15143/06 che ordina l’estromissione dal processo del “Partito della Democrazia Cristiana” costituito in persona di Palmiro Scalabrin ed Angelo Sandri e accoglie la domanda principale proposta dal Partito della Democrazia Cristiana costituito in persona di Armando Lizzi e Giuseppe Pizza e per l’effetto condanna il partito Cristiani Democratici Uniti – C.D.U. – a cessare ogni molestia nei confronti dell’attore in ordine all’uso in qualunque sede del nome Democrazia Cristiana e del simbolo costituito da uno scudo crociato con scritta Libertas.

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N.B. Si rammenta che l'uso del codice fiscale e della partita iva nazionale potrà avvenire solo dietro autorizzazioni scritte da parte del Segretario Amministrativo,  Dr. Armando Lizzi

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