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La Democrazia Cristiana che ha determinato le scelte politiche della Repubblica Italiana ancor prima della promulgazione della Costituzione Italiana fino al penultimo decennio del millennio cristiano appena trascorso oggi deve nuovamente cimentarsi nella formulazione di modelli organizzativi sociali e formativi globali che garantiscano alle nuove generazioni l’efficacia e l’efficienza dei principi indiscutibili dell’essere uomo o donna: rispetto vicendevole , estrinsecazione evolutiva umana, felicità dell’essere uomo o donna nell’universo definito ed indefinibile dallo sviluppo odierno della massa cerebrale pensante umana.
L’odierno periodo storico caratterizzato da una indiscussa crisi economica dei paesi occidentali ed orientali necessità di una rivisitazione dell’organigramma organizzativo sociale capace di avviare le procedure necessarie per la predisposizione di un piano regolatore sociale e formativo che valorizzi l’essenza del mistero dell’uomo sul pianeta terra. Riorganizzare lo Stato Italiano senza terne conto della formazione permanente e ricorrente significa attivare dei processi privi degli elementi essenziali costituiti dal mistero uomo o donna: elementi essenziali per la definizione di pensieri,opere ed azioni . Purtroppo, oggi, il bisogno di benefici commensurabili effimeri o a breve termine spinge i responsabili della gestione e del controllo della “ res publica “ ad anteporre i bisogni definiti e definibili formativi globali alle illusioni provenienti dalla proprietà od uso dei beni imposti dal mercato globale: contraddizione che non tiene in nessuna considerazione i certi benefici commensurabili ed incommensurabili previsti per l’uomo che vive la contemporaneità. Il Partito della Democrazia Cristiana, che nell’ultimo periodo ha preferito all’agire la meditazione e lo studio delle nuove proposte da proporre nel breve, medio e lungo periodo di questo nuovo millennio, oggi si sente pronta ad attivare nuove botteghe capaci di offrire proposte che dovrebbero debellare l’odierna confusione partitica ed ideologica: confusione che permette di assimilare l’attuale momento storico a quelli che hanno preceduto la caduta dell’impero romano. Le proposte che la Democrazia Cristiana ha elaborato debbono essere oggetto di un efficace ed efficiente dibattito per creare tutte le condizioni indispensabili previsti per i movimenti culturali che si basano sui risultati positivi che l’applicabilità di specifici organigrammi organizzativi ha offerto alla società. Il passato privo del presente e del futuro non ha modo d’essere cosi come non è possibile delineare benefici da un futuro privo di presente e di commistioni con il passato. La logica conseguenza è l’analisi di tutte le conoscenze, abilità , contenuti ed ausili strumentali che vengono offerte alle nuove generazioni per creare dei nuovi percorsi che siano assolutamente conformi a tutte le leggi e non solo ad alcuni di esse che spesso limitano i benefici programmati. L’utilizzo delle conoscenze e di tutti gli ausili strumentali e non che sono previsti per i vari segmenti della formazione e della qualificazione professionale e lavorativa non deve essere fine a se stesso ma mezzo capace di garantire i vari gradi di conoscenza indispensabili per affrontare il divenire quotidiano nelle innumerevoli manifestazioni. Per tal fine, è necessaria una radicale rivisitazione di tutti gli organigrammi organizzativi che mirano alla formazione, alla riqualificazione, alla specializzazione,alla conoscenza mirata. Rivisitare per adeguare i momenti formativi alle esigenze del gioco del fanciullino ancor oggi presente in ogni essere umano. Apprendere non significa imporre dei contenuti ma piuttosto convincere le parti consumatori e clienti che la conoscenza permette all’uomo di raggiungere la felicità massima stabilita per l’essere umano in terra: uomo nato non per essere bruto ma per essere finale fruitore delle bellezze e dei benefici incommensurabili che la natura offre ai viventi. Questo concetto porta,in conseguenza, ad una nuova riconfigurazione dei tempi, luoghi,ambienti,modi,mezzi che tutt’oggi sono considerati complementari per la formazione. Il calendario formativo,i luoghi destinati alla formazione, i tempi che vengono stabiliti per la formazione, i mezzi che debbono o possono essere utilizzati debbono corrispondere alle ferree leggi delle scienze e non eclatanti esempi di contraddizioni. Chiaramente anche il fattore economico può ottenere i suoi benefici nel medio e lungo termine da un sistema formativo che rispetti consumatori e clienti. L’azione formativa che deve essere considerata al primo posto di tutti i governi deve garantire il raggiungimento della felicità dell’uomo sul pianeta terra e non continuare ad essere strumento di garanzia per pochi nell’illusione che la diversità di casta, di censo, di abitudini, d’essere, garantisca la felicità dell’essere uomo o donna. La diversità sta nel diverso modo d’acquisizione della felicità dell’uomo sulla terra: felicità data dall’intensità della vocazione giocosa che l’essere umano riesce, senza veli e senza ma, ad estrinsecare. Altro che riforma dei cicli bisogna ricreare un nuovo percorso formativo che tenga in conto i bisogni e le esigenze dei clienti e dei consumatori stabiliti dall’odierno organigramma organizzativo che sia non di fucina o di sperimentazione di nuovi curricula ma di prodotto certo per nuove generazioni che hanno tanta voglia di capire e di apprendere. Credo che un nuovo percorso formativo privo delle gabbie della tradizione,del commercio,del ruolo, della pseudo religiosità, e della più o meno contestabile onerosità dei costi accomunato ad un riconquistato ruolo preminente nella società dell’obiettivo formativo possa essere un progetto certo e sicuro da offrire ai cittadini che con tanto fierezza credono nei principi della democrazia.
Prof. Carmelo Maccarrone
Dirigente Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale della Dc
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