L’assemblea nazionale degli iscritti della Democrazia Cristiana, riunita presso l’hotel Ergife in Roma nei giorni 13 e 14 marzo 2010, per la celebrazione del XXI Congresso Nazionale del Partito
APPROVA
la relazione del Segretario Politico Nazionale Giuseppe Pizza
FA PROPRIE
le sollecitazioni e le proposte emerse nel corso del dibattito
CONFERMANDO
nel seguente documento di sintesi le linee più significative e le indicazioni prioritarie che dovranno caratterizzare l’azione del Partito nei prossimi anni.
Il movimento dei cattolici democratici e popolari è stato protagonista della ricostruzione civile, morale ed economica del nostro Paese, guidandone per decenni il suo straordinario sviluppo.
Per questo la Democrazia Cristiana si pone a custode del suo grande patrimonio di esperienze e di valori.
Definire un programma, selezionare una classe dirigente motivata, proporre sistemi di governo locale, regionale, nazionale, ispirati ai principi di responsabilità e solidarietà, continuano ad essere altrettanti compiti della Democrazia Cristiana in linea con la sua posizione storica.
I Democristiani di oggi debbono essere laicamente cristiani e cristianamente laici, coltivando sempre l’amore per la democrazia e la libertà.
Un Partito di cattolici deve fondare il proprio impegno sulla concretezza, e non ridursi a mera testimonianza.
Nel tempo odierno il problema delle riforme investe tutte le grandi nazioni e, particolarmente, quelle d’Europa.
Ma il nucleo vero del problema rimane l’esercizio della sovranità popolare e la salvaguardia di quei meccanismi che rendono tale esercizio completamente democratico.
Oggi si avverte sempre più una esigenza di valori morali, ma sembra che non si avverta nella stessa misura una richiesta di etica politica.
Le nuove dinamiche della rappresentanza politica appaiono spesso lontane dalla nostra tradizione e, per quanto ciò possa non essere da noi condiviso, è importante tuttavia garantire che questi processi si svolgano nell’ambito e nello spirito della nostra Costituzione.
Una Costituzione alla cui stesura concorsero le correnti del pensiero liberale, cattolico democratico, marxista, laico, repubblicano e federalista e che ancora oggi rappresenta un mirabile momento di sintesi fra queste diverse culture.
In questo contesto pertanto è particolarmente importante la salvaguardia del suo articolo 46, cioè l’associazione libera dei cittadini in partiti a determinare la politica nazionale.
Per quanto riguarda l’attuazione di tale articolo, la Democrazia Cristiana ribadisce, in coerenza con la propria storia ed esperienza istituzionale, la propria vocazione per un sistema di tipo parlamentare basato su un sistema elettorale proporzionale con il ripristino del voto di preferenza.
La Democrazia Cristiana ritiene inoltre importante rispondere alla esigenza di un più saldo e costruttivo rapporto con il territorio anche attraverso una opportuna regionalizzazione del Partito.
Il Partito del futuro al quale pensiamo è un partito con un livello nazionale snello e che si limita a delineare, sulla base delle indicazioni congressuali, le linee essenziali e il tracciato sul quale indirizzare l’azione delle strutture regionali.
Il peso dell’organizzazione, il confronto politico con le Regioni e gli altri Enti Locali non possono che avere una forte caratterizzazione locale, in grado di cogliere aspettative, bisogni e disponibilità della gente, a partire dai giovani e dalle donne.
Altre priorità sono: una riforma della sanità che privilegi il suo carattere pubblico e solidaristico; la tutela del territorio e dell’ambiente; un federalismo perequativo e solidale; la rimodulazione della pressione fiscale secondo criteri di maggiore equità, che contempli l’introduzione del “quoziente familiare”; il Mezzogiorno come vera questione Nazionale; il miglioramento dei livelli educativi, la valorizzazione delle professionalità, dell’innovazione e della ricerca; la semplificazione delle procedure e del rapporto tra Stato, Istituzioni Pubbliche e cittadini.
In relazione ai temi di politica europea ed estera, la Democrazia Cristiana riafferma il proprio impegno per la costruzione di un’Europa più coesa ed autorevole; sottolinea la propria fedeltà ai principi dell’Alleanza Atlantica e sollecita il Governo Nazionale ad una più incisiva presenza italiana nell’area del Mediterraneo, per far fronte ai gravi problemi posti dall’integralismo islamico, dalla non risolta questione israelo-palestinese e dal crescente ruolo dei paesi posti sulla sponda sud di questo mare.
Fondamentale richiesta della Democrazia Cristiana è infine la difesa del valore sacrale della vita: dal suo inizio alla sua fine!
Tutto ciò in piena aderenza con la Dottrina Cattolica e la Bioetica ufficiale della Chiesa, con il suo corpus dottrinario, filosofico e teologico, la cui originalità ed il cui valore universale, incentrato sulla “persona umana” e sulla “dignità umana” si pongono come orizzonti ineludibili.
Noi democristiani dobbiamo considerarci seme e lievito di una grande nuova avventura politica ed umana, impegnati sino in fondo affinché le nostre idee non rimangano confinate nel limbo delle utopie, ma possano tradursi in impegni ed in concreti risultati del nostro agire politico.