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GIUSEPPE PIZZA COME ALEKSEJ STAKANOV

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Impressionante attività di Governo del bibliofilo e medievalista.Nella top mille per gli interventi alla Camera dei Deputati e al Senato, il segretario della democrazia Cristiana ha svolto un ruolo importante e di primo piano sullo scenario europeo e internazionale

Si scrive Aleksej Grigor’evic Stakanov, si legge Giuseppe Pizza. Di certo il Ministro Brunetta non potrebbe affibbiargli il termine di “fannullone”. Al top dei livelli di produttività dei membri del IV Governo Berlusconi c’è sicuramente anche lui, il bibliofilo capace di svenarsi per entrare in possesso a Parigi o a Budapest di un “cinquecentina” rara e di elevata qualità tipografica.
Sono impressionanti i numeri che lo riguardano e anche mentre si consumava l’agonia del Governo, Giuseppe Pizza era a Lucca a presiedere la Conferenza Internazionale dello spazio e a certificare l’intesa tra Russia, Stati Uniti, Europa, Cina e Giappone per un percorso comune per l’esplorazione dello spazio. Un evento destinato nel prossimo futuro a mettere insieme economie e tecnologie in un quadro di sinergie che alla “corsa nello spazio” faccia seguire una “esplorazione di concerto”.
Ma vediamoli questi numeri, alcuni dei quali già segnalati in riquadro e in caratteri grassetti dai maggiori quotidiani del Paese.
Nella top mille per gli interventi in Parlamento,  esattamente 1176,  ha seguito da certosino tutte le sedute relative alla riforme del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca tessendo  fili e tele con le varie opposizioni, a partire dall’amico-nemico Antonio Di Pietro.
106 Missioni all’estero e 176 Missioni in ambito nazionale lo hanno visto rappresentare ufficialmente il Governo in relazione ad intese relative alla ricerca scientifica, all’istruzione e alla internazionalizzazione  dell’Università.
Non solo. Ha partecipato a 18 Consigli sulla Competitività a Bruxelles, 11 volte a incontri bilaterali in svariate parti del mondo e a 7 Grandi Accordi, 4 Carnagie meeting, ha presieduto 3 Consigli Europei sullo Spazio  e, infine, ha rappresentato il Governo ufficialmente a un G8 sulla ricerca ed innovazione.
Non c’è che dire.  Stile impeccabile e con la classe tipica dell’ establichement democristiano di una volta. Impegnato a pedalare nel Governo e di poche parole, tuttavia Giuseppe Pizza, è stato al centro dell’attenzione mondiale per la possibilità che le ultime elezioni in Italia fossero rinviate per l’esclusione del suo partito, la Democrazia Cristiana, dalla competizione elettorale.
Mi trovavo a Buenos Aires, in Argentina, e ricordo ancora i titoli di prima pagina del Clarin, il giornale più autorevole e diffuso del Paese.
Medievalista di valore oltre che bibliofilo, cultore della pittura del seicento, Giuseppe Pizza è stato uno dei soggetti cari al vignettista Forattini, a partire dalle storiche ed epiche polemiche con Amintore Fanfani e finire con “le pizze” Silvio Berlusconi.
Al Miur di Viale Trastevere – il Ministero della Gelmini, con la quale l’intesa è stata a prova della piazza e di grande collaborazione -  la presenza e l’esperienza di Pizza ha avuto un timbro poco protocollare ma concreto e fattivo. Ne sanno qualcosa i Sindacati della Scuola che, anche in situazioni drammatiche e delicate, hanno trovato nel suo ufficio al secondo piano un riferimento sicuro e una sponda preziosa.
Che dire! In un mondo in cui l’apparire prevale sull’essere e un’immagine televisiva vale più di una buona legge, c’è ancora chi predilige il lavoro e un buon piatto di spaghetti con l’arzilla, come i Cardinali del lungo e non sempre fortunato pontificato di Giovanni Maria Mastai Ferretti, terziario francescano e ultimo Papa Re dello Stato del Vaticano.
 
Servizio di Nicola Di Monaco
 
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