RICORDO DI ALDO MORO
Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, il 9 maggio del 1978 veniva assassinato dalle Brigate Rosse.
La lunga tragica stagione toccava il punto di più disumana ferocia attraverso una fredda esecuzione ammantata dal delirio dell'odio civile e politico; odio civile e politico che ha ucciso con "geometrica precisione" tanti magistrati,tanti fedeli servitori dello stato, esponenti politici, istituzionali e sindacali e giornalisti. Tutte vittime innocenti. Con Aldo Moro si è spento il sogno di una democrazia compiuta fondata sull'alternanza al governo di forze politiche espressione di uomini liberi e forti. Da tempo Moro aveva prospettato l'esigenza di questa terza fase della nostra Repubblica. E in modo particolare si era soffermato sulla qualità delle risposte da dare ad un sistema democratico non sempre in grado di offrire risposte alla partecipazione dei cittadini. Da cattolico democratico aveva avvertito i rischi della crisi del concetto di libertà e di conseguenza la obbligatorietà di una nuova coscienza non solo dei diritti ma anche dei doveri di libertà e come la stessa dovesse essere sempre conciliata con la solidarietà umana, politica ed istituzionale. In questi ultimi anni forse si sarebbero evitate tante involuzioni se ci si fosse fermati a rileggere i suoi scritti, la sua testimonianza varcando la soglia dell'emozione comprensibile e giusta del suo martirio. Molti di noi democratici cristiani lo abbiamo nel cuore e nella mente avendolo anche conosciuto fisicamente. Ma la memoria ha un senso se tutti noi abbiamo la forza di riproporre per intero la sua intuizione, la sua analisi e le soluzioni immaginate ad una comunità sempre più allo sbando anche sul piano etico. E questo è il valore per onorare la sua memoria e il sacrificio della sua vita umana. (G. Moretti)




